P r e m e s s a
La Svezia,stato democratico altamente industrializzato,per una serie di motivi storici e culturali, ha sviluppato nei diversi settori della vita civile una politica sociale molto aperta ed avanzata verso i propri connazionali come pure verso i lavoratori immigrati e le loro famiglie.
Per questi ultimi il governo svedese,sin dalla metà degli anni ' 60,ha impostato la sua politica sociale e culturale nei confronti dei gruppi di stranieri residenti tenendo presente tre criteri fondamentali,ancora oggi in vigore : uguaglianza,libertà di scelta,cooperazione.
Sul piano sociale ciò ha fatto si che gli stranieri potessero avere gli stessi diritti e doveri degli autoctoni e ,di conseguenza, potessero sviluppare nella scuola locale la loro lingua materna ed anche attività culturali ad essa collegate.
Con i primi due criteri ,uguaglianza e libertà di scelta, le autorità svedesi hanno inteso garantire a gruppi di lingua straniera la scelta su due possibilità :
- rimanere per qualche anno nel Paese d' immigrazione e mantenere i legami con la lingua e cultura del Paese d' origine
- rimanere definitivamente in Svezia ed occuparsi di più dell' integrazione nell' ambiente locale e del futuro scolastico dei propri figli.
Con il terzo criterio,cooperazione ( Partnerschaft ),le autorità svedesi hanno inteso segnalare tutte quelle iniziative che,reciprocamente, possono essere realizzate tra la popolazione locale e le comunità di stranieri residenti.
Si tratta di iniziative reciproche improntate sui principi della tolleranza e della solidarietà sociale ,che permettono di favorire una maggiore conoscenza tra la comunità locale e le comunità straniere.
Con queste premesse il governo svedese ha promosso e coordinato il progetto interculturale
che ha interessato sia i cittadini svedesi sia tutti gli stranieri che lavorano e vivono in Svezia,definendo per entrambi diritti e doveri.
Es p e r i e n z e interculturali nelle scuole svedesi
Nel settore scolastico la politica svedese verso i gruppi etnici ha emanato nel 1966 la prima disposizione di legge in cui si afferma nella scuola nazionale il sostegno governativo per la promozione della lingua svedese come pure per la promozione e per il mantenimento della lingua materna dei vari gruppi etnici. Da questa importante legge nazionale sono poi deri-
vate nel tempo altre specifici disposizioni,quali ,per esempio, il diritto all' insegnamento della lingua d'origine dei gruppi immigrati nelle scuole pubbliche (1969),il sostegno ai giovani stra-
nieri per la frequenza di corsi di lingua locale ,da 240 ore l'anno fino a 600,durante il periodo di lavoro (1973),riconoscimento del sostegno finanziario e del diritto all' insegnamento della lingua materna da parte delle autorità svedesi centrali e periferiche (1976), l'inserimento nella scuola materna svedese dell' insegnamento della lingua d'origine per i bambini dei diversi gruppi etnici(1979).
Senz'altro importante è stata la disposizione del 1976 che garantisce a tutte le comunità straniere presenti in Svezia il finanziamento e l' organizzazione dei c o r s i di lingua e cultura materna . Cosi ,diversamente da come si comportano negli anni '70 i sistemi scolastici di Paesi europei a forte immigrazione ( Germania,Francia,Svizzera,Belgio,..cfr. nostri studi del periodo), la scuola svedese dall' anno scolastico 1977- 78 inserisce l'organizzazione dei corsi linguistici nei piani di studio di tutte le scuoleprimarie e secondarie e promuovere con altre attività didattiche la dimensione interculturale nell' insegnamento sin dagli anni della scuola dell 'infanzia.
Così i bambini d' origine straniera possono apprendere per due anni la loro lingua materna,prima di entrare nella scuola dell' obbligo ( inizio a sette anni come in Svizzera).
Lingua m a t e r n a nella scuola svedese
Le disposizioni scolastiche emanate dal governo svedese nei confronti della lingua materna dei gruppi etnici presenti in Svezia hanno incoraggiato in tutto il Paese la diffusione dei corsi linguistici in favore dei gruppi di bambini anche per le comunità straniere meno preparate ed organizzate. E' stato certamente una concreta e giusta affermazione del diritto all'appredimento e mantenimento della propria lingua materna, che altri Paesi europei ,pur in presenza di raccomandazioni e risoluzioni di organismi europei ed internazionali (Consiglio d'Europa,Unione Europea, UNESCO, Onu,... ) hanno lasciato inattivo e senza sostegno.
Come abbiamo potuto constatare personalmente negli anni '80 e ' 90, le autorità scolastiche svedesi hanno finanziato ed organizzato i corsi linguistici ed attività connesse, secondo le richieste dei diversi gruppi etnici,sempre cercando di valorizzare ampiamente la lingua e cultura delle comunità emigrate.
Per i bambini stranieri i responsabili scolastici svedesi hanno previsto l' organizzazione di t r e tipi di corsi linguistici ( Lerngruppen ),secondo le caratteristiche dei frequentanti :
1 - gruppo con una sola lingua (monolingue )
2 - gruppo misto ( con due lingue di apprendimento (bilingue )
3 - gruppi integrati, con l' aggiunta della lingua svedese ( integrato).
Si è avuta una notevole diffusione dei corsi linguistici in tutte le scuole locali ed un aumento diffuso dei valori linguistici e culturali di ogni gruppo etnico, rapportati alla lingua e cultura degli abitanti della Svezia..
In questa esperienza interculturale insegnanti e scuole svedesi sono direttamente coinvolti ,insieme ai docenti dei corsi linguistici,nella programmazione ,nell'uso e nella scelta delle metodologie linguistiche. Così procede parallelo lo sviluppo e lo scambio tra L/1 e L/2, con la piena partecipazione degli insegnanti di madre lingua e di quelli della scuola locale.Si favorisce in tal modo lo sviluppo del bilinguismo o trilinguismo, a seconda dei soggetti interessati
Non c' è l' emarginazione o l' indifferenza ,notata in altri Paesi europei,verso la lingua e la cultura delle comunità emigrate e, segnatamente, verso l' insegnante dei corsi di lingua,docente spesso emarginato ed isolato dall'ambiente scolastico locale.
Le autorità comunali svedesi sono tenute a garantire l'organizzazione dei corsi linguistici ( locali,insegnanti,materiali didattici,..) per almeno quattro ore settimanali e per almeno 35 settimane l' anno,seguendo i calendari scolastici delle diverse zone.
Le spese sostenute per tale insegnamento linguistico dai Comuni sono rimborsate dal governo centrale,le lezioni sono tenute da insegnanti in maggior parte bilingui,che si spostano settimanalmente nelle varie località (Wanderlehrer).
Tutte le forme di organizzazione scolastica previste dalla legge svedese in favore degli alunni/studenti stranieri (classi in lingua svedese.corsi intensivi, corsi di sostegno linguistico ,corsi integrati,..) funzionano all ' interno della struttura della scuola locale.
I Dirigenti delle scuole primarie e secondarie (Schulbehòrde) sono tenuti a seguire tutte le iniziative e la loro realizzazione ( programmazione,organizzazione,valutazione) durante lo svolgimento dell' anno scolastico. Si interessano inoltre della frequenza dei corsi linguistici da parte dei bambini d' origine straniera e cercano di assicurare ,con il loro specifico intervento,le
migliori condizioni di funzionamento delle forme di organizzazione scolastica prescelta per le l esigenze formative della loro personalità. viga
Nessun commento:
Posta un commento