giovedì 4 gennaio 2007

globalizzazione e interculturale

Oggi non si fa altro che parlare di..globalizzazione ,dimenticando tutto ciò che di personale e di identità abbiamo dentro di noi.Sono grossi problemi che si rifanno sempre al rapporto - ed all'equilibrio o squilibrio - tra cultura dominante e cultura minoritaria in una società multiculturale come la nostra.
Nell' affermare il principio di interculturalità si intende porre equilibrio tra questi due poli e porre fine ( o almeno si riducono )a tutte le conflittualità e dissidi tra i popoli e le nazioni. Gli esempi oggi nel mondo sono tanti, anche in Europa, nella vecchia Europa che fatica a darsi una nuova identità. Ma chi pone mano o vuol porre mano a questa azione ? Ci vorrebbe coraggio e volontà da parte dei responsabili delle politiche culturali di ogni Stato,e più in particolare da parte dei responsabili dell'istruzione scolastica.
L' idea forza è dunque l'interculturalità. L' interculturale rappresenta per la società globalizzata una sfida educativa attraverso la quale ,nei prossimi anni, dovranno passare a confrontarsi popoli e nazioni, economie e sistemi scolastici,visioni del mondo e identità personali.Non sarà facile superare comportamenti istituzionali unidirezionali, strettoie monoculturali e monolingui che danno sempre prevalenza alla sola lingua dominante.Il gefallene riferimento all'inglese non è casuale.
E' sempre difficile equilibrare termini e significati di Sprache,Integration e Interkultur. Su tali termini e sulla loro applicazione alle attività didattiche delle scuole in Italia ed in Toscana abbiamo intrapreso alcuni approfondimenti nel sito-web dell'Ufficio Scolastico Provinciale(ex Csa) di Firenze : http://www.csa.fi.it/ - area linguistica e interculturale.
L' interculturale rappresenta ,come abbiamo appreso dalla nostra esperienza professionale nelle scuole di diversi Paesi europei, la realizzazione del confronto e dello scambio tra culture diverse -dominanti e dominate- al fine di consentire la trasmissione e la legittimazione di più valori culturali che si rivolgono alla persona umana.Importante è cambiare atteggiamento verso l'altro,aprirsi al rispetto del diverso,riconoscere il valore delle lingue e culture diverse.Esse sono risorse che la scuola e la società locali devono saper promuovere e valorizzare ,abbandonando le spinte per l'assimilazione ed orientandosi verso una dimensione interculturale che pone un equilibrato rapporto tra culture diverse. In questo contesto l' integrazione diviene un processo a doppio senso che,coinvolgendo autoctoni ed immigrati,pone sullo stesso piano e con un uguale valore (Gleichstellung) la cultura della società d'accoglienza e la cultura delle comunità immigrate.Così si formula concretamente e correttamente il concetto di integrazione :" Unter Integration ist ein zweiseitiger und nachhaltiger Prozess zu verstehen,der viele Aspekte und Zustàndigkeiten umfasst.Integration kann nicht nur in Bereich des Niederlassungswesens stattfinden ,vielmehr handelt es sich um eine Querschnittsmaterie "(Osterr.Integrationsfonds- Wien 2005 ). Lo studio della lingua materna è una parte importante del processo di integrazione scolastica e sociale del giovane immigrato. viga

1 commento:

rosi ha detto...

Interessante tutto, purtroppo nei piccoli cantoni della Svizzera, nei piccoli comuni, i figli di emigranti hanno difficoltà a frequentare i corsi di lingua materna. I genitori hanno molti dubbi se iscrivere i figli a questi corsi perchè hanno paura del "Überforderung" dei figli nella scuola.
Sono membro di una commissione che si occupa di corsi di lingua e cultura della lingua materna, e noto sempre più sfiducia e "paura" da parte dei genitori: non hanno tempo e possibilità di accompagniare i figli ai corsi,a volte in altri comuni. Questo è uno di problemi dei piccoli cantoni della Svizzera, questi problemi non esistono né a Zirigo, Basilea o Berna.
Sono anch'io dell'opinione che la diversità sia una ricchezza e non un ostacolo, purtroppo la realtà è diversa. Peccato.