Gli studi sulla lingua nel contesto migratorio fanno parte di un gruppo di lavori linguistici ( cfr.bibliografia di riferimento) svolti in Europa da ricercatori e linguisti sull' insegnamento della lingua materna o d' origine e sullo sviluppo del bi-plurilinguismo nella scuola primaria.Le bibliografie di riferimento sono disponibili nel citato nostro lavoro su " insegnamento della lingua italiana in Europa"(1997-2001),come pure nel recente"Insegnare la lingua italiana-Plurilingui-smo e contesti multiculturali. Il caso Svizzera " (2005) ,Accanto agli studiosi italiani,come mo-strano gli studi di Massino Vedovelli,linguista e Rettore dell'Università per Stranieri di Siena (http://www.unistrasi.it/ ),occorre riferirsi anche alle ricerche di Cummins,Genesee,Mc-Cornack,Gogolin,Reich ed altri citati nella bibliografia.
Per noi e per molti studiosi è ormai cosa normale fare riferimento all' attuale modello di scuola svedese ed all' esperienza delle scuole bi-trilingui che da decenni in molti Stati gli organi dell'Unione Europea sostengono. In entrambe, le esperienze e le adeguate metodologie di sviluppo linguistico cercano di raggiungere per il giovane d'origine straniera quell'integrazione scolastica che garantisce un efficace sviluppo della sua personalità e della sua dimensione interculturale.Più lingue e più culture nella scuola di oggi -afferma il prof.Buschor-,capo del Dipartimento dell' Istruzione del Cantone Zurigo- si muovono e si sviluppano in modo intenso,per cui il plurilinguismo e le competenze multiculturali sono una qualificazione chiave nella formazione dei giovani. In questo contesto i c o r s i di lingua e cultura materna sono una risorsa educativa.integrata nella scuola dell'obbligo e che ne completa la funzione.
Per scienza e per esperienza professionale anche noi siamo convinti di ciò e sosteniamo da decenni l' utilità dell'insegnamento della lingua materna nelle classi multilingui proprio perchè essa rappresenta una risorsa efficace per l'integrazione,anche se siamo consapevoli che nella realtà la diversità,la pluralità e l'eterogeneità non incontrano sempre interesse e consenso.E' sempre attuale il motto diffuso in Svizzera da parte dell' E.K.A.-Commissione federale per gli stranieri -durante le molteplici iniziative in favore dei giovani d'origine straniera :" Den Auslaender nicht assimilieren,sondern eingliedern ". In questa direzione ha avuto molto successo in Svizzera,diversamente da quello che altri Paesi non hanno attuato,l 'iniziativa di grande valore democratico e comunicativo verso i luoghi dove (il Comune) vivono e si incontrano fondamentalmente e quotidianamente sia svizzeri che stranieri : la diffusione di un libretto che ,in diverse lingue, presenta gli aspetti socio-culturali della vita nella comunità locale e i modi per facilitare la partecipazione e piena integrazione. (Handbuch"Auslaender in der Gemeinde").
La prassi educativa in molte scuole multilingui ha consolidato due principi fondamentali che dovrebbero trovare un adeguato riscontro nelle scuole dei Paesi con elevata presenza di alunni d' origine straniera: il primo riguarda lo studio della lingua e cultura d'origine che ,sin dalla scuola dell' infanzia e fino al termine della scuola secondaria ,viene riconosciuto e valorizzato nel curriculum scolastico locale; il secondo riguarda il fatto che,per lo studio della lingua materna,diversamente da quello che sostengono alcuni insegnanti,non si creano né disagio né sovraccarico linguistico (Ueberlassung ). Si deve invece parlare,per coerenza pedagogica e linguistica, dello sviluppo di un equilibrato bilinguismo/biculturalismo che costituisce un grande vantaggio linguistico,sociale e comunicativo per la futura professione del giovane d' origine straniera.viga
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