martedì 29 maggio 2007

modello interculturale " St.Johannes"- BS

Quanto abbiamo presentato in precedenza sulla scolarizzazione ed integrazione degli alunni di origine straniera nelle scuole svizzere ha bisogno ora di un quadro statistico sulle presenze di questi alunni ( percentuali superiori ad altri Paesi europei) e di un conseguente modello scolastico di riferimento,che può essere nel nostro caso il modello interculturale,denominato "St.Johannes", pensato per risolvere i problemi di classi con oltre il 30 % di scolari stranieri e di garantire l'insegnamento della lingua materna ( o d' origine),integrato nei piani didattici della scuola locale.
Q u a d r o s t a t i s t i c o
I dati certi che utilizziamo,disponibili presso l'Ufficio Federale di Statistica di Neuchatel, si riferiscono all' anno 2003 per i vari ordini di scuola,sia per gli alunni svizzeri che per quelli stranieri.
Nel 2003 le scuole svizzere sono state frequentate da un totale di 1.275.804 alunni, dei quali
284.041 erano stranieri,pari al 22,3 % del totale.Ecco il prospetto riassuntivo seguendo gra -
dualmente dal basso gli ordini di scuola con il totale degli alunni ,degli svizzeri e stranieri e
con la relativa percentuale :
""Scuola dell'infanzia 155.879 in totale -114.596 -svizzeri 41.283 stranieri - con il 26,5 %
" "Scuola primaria 811.279 in totale 621.245 -svizzeri 190.034 stranieri - con il 23,4 %
"( scuole speciali (49.921........ (27.058) "......... (22.864) stranieri - con il 45,8 %
""Sc.sec 2.grado 308.746 " .......... 256.922 ".......... 52.724 ............. - con il 17,4 %
Totale ......... 1.275.904 ...........991.863 ...........284.041........................ 22,3 %
Rispetto all' anno precedente si registra un aumento degli alunni stranieri pari al 2 %
(+ 5.473 alunni),mentre gli studenti svizzeri sono diminuiti. Nella scuola dell'obbligo u n
alunno su quattro è straniero (23,4 % )e nelle scuole ad insegnamento speciale si registra un'altissima presenza di alunni stranieri /45,8%).
Tra i vari gruppi nazionali, il più numeroso è quello degli emigrati provenienti dall' ex Jugoslavia ( 93.045 -comprendente Croazia,Slovenia,Bosnia-Erzegovina e Serbia-Montenegro), seguono gli italiani con 43.318 presenze ,portoghesi con 30.656,turchi con 22.047 e spagnoli con 11.770.
Nel loro insieme questi gruppi etnici rappresentano in Svizzera oltre il 70% della popolazione scolastica straniera.
I l m o d e l l o St. Johammes - BS
Il quadro statistico su presentato -con la percentuale media del 22,3% di alunni stranieri - fornisce una base concreta per conprendere la situazione determinatesi nel Cantone di Basilea-città - BS -quando nelle sue scuole la quota è salita oltre il 30 % sul totale degli alunni frequentanti la scuola dell' obbligo. Specificamente per queste scuole viene concepito e realizzato il cosiddetto "Modello St.Johannes" che,con i suoi obiettivi e metodologie, può essere anche oggi proposto come valido ed estensibile modello interculturale per le classi multilingui,con rilevante presenza di alunni stranieri.
Il Dipartimento dell' Educazione del Cantone di Basilea-città,agli inizi degli anni ' 90, in presenza del forte aumento degli alunni d' origine straniera sia nella scuola dell' infanzia che in quella dell' obbligo,presenta un'apposita relazione sulla difficile problematica che i docenti devono affrontare(" Die Schulung der Fremdsprachigen Kinder im Kanton B.S." )e chiede l' intervento del Consiglio dell'Educazione per
- l'organizzazione di un apposito settore pedagogico di sostegno alle scuole ed ai docenti interessati ((Paedagogisches Institut -Fremdsprachenpaedagogik )
- la formazione di un gruppo di lavoro con esperti di settore
- la programmazione e il sostegno di interventi interculturali nelle scuole interessate
Il gruppo di lavoro elabora subito un piano di interventi che si rivolgono a tre settori problematici e principali per l'attività interculturale:
- settore della formazione dei docenti delle scuole primarie
- settore della sperimentazione nelle scuole prescelte
- settore del coordinamento delle risorse e delle iniziative interculturali
I dirigenti scolastici di Basilea prendono atto del massiccio aumento dei bambini d' origine straniera nelle scuole dell' infanzia e nelle scuole primarie ,con percentuali di frequenza che vanno dal 30 al 36 % del totale degli alunni.
In questo quadro critico il gruppo di lavoro di Basilea,dopo aver fatto una distinzione tra "Auslaenderpaedagogik " e "Interkulturelle Erziehung ", definisce il piano degli interventi istituzionali che il Cantone intende attuare nei diversi settori,comprese le risorse finanziarie da impiegare :
A - Settore Kindergarten : nelle scuole dell' infanzia si realizzano progetti-pilota con insegnamento bilingue e con insegnanti bilingui (tedesco-italiano , tedesco-spagnolo,...,con un rapporto equilibrato tra lingua materna e lingua locale. Si evidenzia l' importanza di un'alfabetizzazione anche nella lingua materna.
B . Settore della scuola primaria: si avvia il progetto-pilota "Kooperation mit auslaendischen
schen Lehrkraeften " nella scuola St.Johannes,organizzando corsi intensivi di formazione per gli insegnanti . Si dà una nuova organizzazione ai corsi di lingua materna - gli H.S.K.-Kurse -
che vengono integrati nel piano d' insegnamento settimanale di ogni classe
C- Settore delle scuole secondarie : come abbiamo presentato nel nostro citato lavoro(cfr.
Insegnamento ...pag.114-124)gli interventi interculturali riguardano la Realschule,la Sekundarschule 2.,il Ginnasio e la scuola commerciale e professionale.
In questo settore,tutti gli insegnanti,locali e stranieri,hanno seguito corsi intensivi di due/ tre settimane riguardanti le tematiche dell' intercultura e dell' integrazione scolastica.
Per le caratteristiche metodologiche ed organizzative della sperimentazione basilese si rimanda alla lettura delle citate pagine e alla relazione conclusiva del Dirigente scolastico basilese. Qui preme sottolineare il fatto che la lingua e la cultura delle diverse comunità straniere (albanesi,italiani,spagnoli,turchi,serbo-croati,..) residenti nel quartiere St.Johannes sono state inserite nel piano delle attività didattiche regolari, ogni giorno, coinvolgendo anche i genitori degli alunni stranieri,con periodici incontri di informazione e di valutazione dei risultati ottenuti.
L' inserimento è stato effettuato sia sotto forma di scambio (Austausch) tra i contenuti dell'insegnamento sia sotto forma di collaborazione tra insegnanti svizzeri e stranieri ( kooperative Zusammenarbeit),segnatamente nelle classi di inserimento (E.K.) dove più numerose sono le difficoltà di apprendimento dei nuovi alunni arrivati da poco.
Sicuramente a St.Johannes siamo di fronte ad un approccio scolastico interculturale che ha inteso porre le lingue e culture " diverse " sullo stesso piano della predominante lingua ufficiale della scuola locale.
Cosi' i corsi H.S.K. sono stati integrati nell' insegnamento scolastico e per essi sono state previste due ore settimanali con gruppi di non più di 5/6 alunni,riducendo in tal modo i problemi di frequenza e le difficoltà di organizzazione didattica,ormai noti con i corsi linguistici di 15-20 alunni stranieri.
Come abbiamo direttamente constatato,siamo convinti che la presenza della lingua materna nella scuola locale porta positivi risultati in tutto l' insegnamento,come confermano in una relazione i docenti sperimentatori:"Foerderungsmassnahmen,wie der Verbesserung der Unterrichtssituation" ,sia nelle classi d' inserimento (E.K.),sia nelle classi normali (R.Kl-).viga




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