P r e m e s s a
La Svizzera come Confederazione possiede ventisei sistemi scolastici diversi che sin dai tempi di Rousseau e Pestalozzi si sono strutturati in modo autonomo secondo le caratteristiche cantonali di ogni regione.
Le autonomie scolastiche locali hanno permesso anche nel settore scolastico la realizzazione di esperienze interculturali diverse sin dall' inizio degli anni ' 80, in considerazione anche del fatto che nelle scuole elvetiche rilevante è la percentuale ( in media il 15 % ,nei grossi centri urbani come Zurigo,Basilea,Berna,Lucerna,S.Gallo si arriva anche al 22- 25 %) di alunni di origine straniera In questo contesto un supporto alla dimensione interculturale viene fornito in Svizzera da diversi organismi specifici ,le cui attività sono poco conosciute dagli esperti e studiosi italiani:
. Conferenza dei Direttori cantonali della pubblica istruzione - E.D.K. - che, dal 1972,ha presentato Raccomandazioni sulla scolarizzazione dei bambini stranieri e sull 'insegnamento della lingua materna attraverso i citati corsi linguistici ( H.S.K.-Kurse )
- Commissione federale per gli stranieri - E.K.A. - che ,con studi,proposte e iniziative,ha posto in evidenza le esigenze formative e linguistiche dei figli degli immigrati
- Il Centro Pedagogico-didattico di Berna,- C.P.D. - creato e sostenuto dalle autorità italiane e dall' Ambasciata italiana in Svizzera,per la formazione ed aggiornamento dei docenti italiani dei corsi di lingua e cultura italiana.
- Ufficio federale della migrazione-U.F.M. - Sezione Integrazione,che intraprende studi ed iniziative,in collaborazione con i delegati comunali.regionali e cantonali all' integrazione degli stranieri in Svizzera.
Senza dubbio notevole è stato l'influsso delle citate Raccomandazioni (Empfehlungen)dell' E.D.K. nei sistemi scolastici dei Cantoni sempre preoccupati del pericolo di inforestieramento nella Confederazione e convinti che la presenza degli stranieri mette in pericolo " il carattere svizzero " nei diversi aspetti della vita sociale e civile.
Questi ed altri elementi hanno influenzato ed influenzano il sistema scolastico elvetico,anche in presenza di un diffuso decentramento scolastico affermato dagli art 27 e 27 bis della Carta federale che danno ad ognuno dei 26 Cantoni la sovranità su ogni aspetto della scuola di ogni ordine e grado (dai programmi al reclutamento del personale docente),in assenza di un ministero dell'istruzione.
A ciò si deve aggiungere il principio del pluralismo scolastico,in base alla presenza di quattro lingue nazionali usate a seconda dei gruppi linguistici stabilizzatisi nei diversi Cantoni della Confederazione.L'equilibrio linguistico trova la sua applicazione nel principio di territorialità delle lingue,secondo il quale si privilegia il legame terra-lingua al legame persona- lingua,in pro-
spettiva del pluralismo culturale e linguistico affermato nella Costituzione elvetica.
Ordine,trasparenza,democrazia diretta,semplicità nella diversità sono aspetti svizzeri presenti anche nel "sistema scolastico elvetico",estremamente ricco di soluzioni e modelli educativi diversi fra loro in un territorio molto esiguo ma variegato per caratteristiche storiche e culturali
già consolidate sin dai tempi della pace di Aarau (1712).
E s p e r i e n z e interculturali nelle scuole svizzere
Le iniziative esperite sull' educazione interculturale nelle scuole della Confederazione sin dall' inizio degli anni ' 80,grazie al sostegno di organismi specifici come l' UNESCO- sezione svizzera e il CPD di Berna, hanno interessato sia le scuole materne che quelle primarie e secondarie,proprio in relazione alla rilevante presenza ( 18- 20% ) di alunni di origine straniera nelle scuole locali. L'attenzione all' interculturale non ha interessato solamente il momento istruttivo dedicato alla lingua del singolo alunno immigrato ( italiano,spagnolo,greco,,slavo..), ma ha abbracciato il generale processo formativo nella classe interessata.
L' interculturale ha interessato tutto il sistema di relazioni che l'istituzione scolastica intrattiene con gli alunni sia all' interno che all' esterno ( genitori,enti,associazioni culturali,..).
Abbiamo seguito questo percorso educativo e sostenuto il ruolo interculturale che sin dall' inizio un'istituzione scolastica come il Kindergarten- scuola dell 'infanzia -ha nel processo di scolarizzazione e di integrazione del bambino d'origine straniera durante gli anni ' 90.
Tali esperienze interculturali sono riportate nel nostro lavoro su " Esperienze ed idee per la scuola materna in Svizzera. Intercultura e integrazione" (CPD-Berna ),nel libro di Silvia Husler su" Kinder auslàndischer Familien in Kindergarten ",nella documentazione sulla sperimentazione condotta nelle scuole di Zurigo-Limmattal.
Ci sono poi le iniziative pedagogiche sviluppate da Charles Mùller presso l' università di Neuchàtel per la formazione degli insegnanti in classi multilingui, le esperienze dei progetti svolti nella scuola di La Chaux-de- Fonds con " Heimatkunde auf Italienisch" il progetto pilota "Cooperazione con gli insegnanti stranieri " di Basilea, l'attuazione del modello interculturale " St.Johanns "nella scuola primaria di Basilea, altre esperienze e progetti sostenuti e presentati dalla Commissione svizzera dell' UNESCO nell' 8* seminario sulle esperienze interculturali,a Rorschach , S.G., 8-10 dicembre 1988(cfr. per tutto la bibliografia del Cap.IV- V del nostro citato
"Insegnamento della lingua italiana i Europa".
Si tratta di diverse strategie di intervento interculturale sviluppate in diversi ambienti scolastici,dalla scuola materna all' università,proprio perchè la prospettiva interculturale non può interessare solo un ordine di scuola. Le esperienze interculturali svizzera hanno avuto sin dall' inizio il merito di evidenziare due caratteristiche pedagogiche importanti, non rilevate finora dai sistemi d'istruzione di altri Paesi europei , compresa l' Italia ora coinvolta in tale problematica,o dai responsabili dell' istruzione pubblica :
1 - nel sistema scolastico locale la dimensione interculturale deve essere promossa e valorizzata sin dai primi anni di frequenza del Kindergarten, proprio per facillitare nei bambini stranieri l' ingresso nel nuovo ambiente ,per evitare i noti e soventi traumi :"..das Spiel stockt, es entsteht Streit und die Trànen fliessen ".per favorire l'" Identitaetsfindung der Kinder ".
2 - la necessità di una specifica preparazione pedagogica dell 'insegnante impegnato nelle classi multietniche e plurilingui,con frequenza presso l' università o le PHS (Paedag.Hochschulen) di appositi corsi che possono fornire conoscenze e competenze sugli aspetti e valori dell 'integrazione e della pedagogia interculturale.Ciò hanno sostenuto nelle loro ricerche molti esperti dell' intercultura,come Porcher,M.Rey,Dasen,Borrelli,Muller,Zaniello,Allemann-Ghionda,Filtzinger, come pure molti progetti e sperimentazioni finanziate dal Consiglio d' Europa e dalla Commissione dell' U.E. In questo settore la Svizzera,negli anni '80 e ' 90 è stata un valido laboratorio pedagogico e linguistico per l'educazione interculturale,con iniziative molto avanzate nei confronti di altri Paesi europei.
Tutti concordano nel richiamare l'attenzione dei responsabili delle politiche scolastiche dei vari Paesi su questo rilevante aspetto. Louis Porcher sostiene giustamente che " la formation des enseignants constitue un enjeu essentiel prècisement parce que c'est par elle que peuvent le plus efficacement etre transformèes les conditions de vie èducative des enfants ".Per questo motivo
la problematica interculturale deve essere inserita nel programma di formazione iniziale ( ed anche in itinere ) dei docenti presso l' università. Il sistema scolastico svizzero e le sue università si sono impegnati in questo settore in modo organico e continuo,in particolare gli atenei di Zurigo,Berna,Basilea ,Neuchatel e Ginevra,grazie anche alle continue sollecitazioni dell'EDK.
Come sostenuto in quel periodo,siamo certi che " é dalla formazione dei docenti che dipende il funzionamento del sistema educativo e dell 'insegnamento che viene da esso impartito.E' una dimensione che va considerata ,segnatamente se si vuole introdurre un' innovazione come l'educazione interculturale in sistemi scolastici diversi e poco omogenei,come quelli attualmente funzionanti nei Paesi europei....Occorre intervenire per modificare il tradizionale modello di formazione dei nuovi insegnanti ed in questo campo la Scuola Normale di Neuchatel, dal 1981,ha redatto un programma di formazione teorica e metodologica che affronta tutte le situazioni scolastiche comuni ai bambini stranieri "(cfr. cit.p. 166 ). Siamo convinti che la Confederazione Elvetica,con alla base il suo quadrilinguismo,rappresenta , anche per le iniziative in favore dei giovani d'origine straniera prese in autonomia in ambito cantonale, un m o d e l l o interculturale che altri Paesi possono seguire.
Quanti sono attualmente i sistemi scolastici dei Paesi europei,compresa l' Italia,che hanno affrontato , con piani di studio presso l'università ,la problematica della preparazione dei nuovi insegnanti per le classi plurilingui e multiculturali ?Ne riparleremo in seguito. viga